Storie di Startup: Vivobarefoot e le scarpe eco – sostenibili

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Con questo articolo inauguriamo un ciclo di post dedicato alle storie di successo delle Startup sia italiane che straniere. 

Partiamo oggi con il ciclo di racconti e vi presentiamo la storia di una startup che produce scarpe eco – sostenibili che arriva dall'Inghilterra ed in particolare da un ex giocatore di tennis.

La storia ha inizio nel 2004, quando Tim Brennan, per l'appunto un giocatore di Tennis rimane infortunato e capisce l'importanza che riveste, per un tennista l'aspetto della percezione del contatto del piede con il terreno.

Dopo vari tentativi, attraverso dei prototipi, nel 2010 si completa il team di lavoro e comincia a prendere forma la prima scarpa: EVO, pur sempre un prototipo.

È nel 2012 che l'idea diventa un brand ed una Startup: Vivobarefoot.

L'idea diventa davvero interessante, anche per l'ambiente, perché si tratta di una gamma di scarpe prodotte con materiali eco – compatibili vegetali, e che consente una più elevata percezione del terreno in cui si cammina.

Una delle ultime scarpe prodotte, la Primus Lite Bio, è una sneaker a base vegetale. Ma l'obiettivo è quello di lanciare per il prossimo anno tutta una serie di calzaure ricavate al 90% da materiali sostenibili.

I materiali utilizzati 

Il procedimento di produzione delle calzature è particolarmente favorevole all'ambiente, basti pensare che per realizzare un paio di scarpe occorrono circa 17 bottigliette di plastica.

Esiste anche una gamma bio, che è invece composta da una miscela di materiali a base biologica e presenta prodotti creati al 50% su base vegetale, riducendo così drasticamente, la dipendenza da materiali di derivazione petrolchimica.

Sede e produzione 

La Startup Vivobarefoot ha la sua sede (manco a dirlo) a Londra, e vari uffici presenti in Asia.

Attualmente in termini numerici, vende circa 500.000 paia di scarpe l'anno, per un fatturato di 28 milioni di dollari.

Fra le produzioni più significative, le scarpe Primus Lite: sono realizzate in collaborazione con Dupont Tate & Lyle Bio Products. Si tratta di una Joint venture fra DuPont e Tate & Lyle, la prima innovatore scientifico globale e la seconda azienda di produzione di alimenti ed ingredienti rinnovabili.

Le caratteristiche, invece, della linea PET che consentono elevate prestazioni ed imitano il movimento del piede stabilizzandolo; sono realizzate al 50% in PET riciclato.

I costi per ogni modello hanno un range di prezzo che varia dai 75 ai 210 dollari.

Per la cronaca, e per confermare la sostenibilità del processo produttivo e del prodotto finito, è importante ricordare che la startup ha riutiliizzato circa 2 milioni di bottiglie di plastica finite in discarica

Quanti di voi hanno un'idea eco - sostenibile, ed hanno difficoltà di ogni genere per realizzarla? Noi di Accademix siamo pronti a ragionare insieme a voi ed a trasformare la vostra idea in un'attività concreta se ci sono i presupposti.

Puoi quindi contattarci a questo link, nella nostra pagina dedicata.

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